venerdì, 29 febbraio 2008 ¦ Permalink
categoria : energia, bari
22/02/2008 Modugno: la CENTRALE TURBOGAS E L’ASSESSORE LOSAPPIO!
 
Qual è effettivamente l’atteggiamento dell’Amministrazione della Regione Puglia nei confronti della Centrale Turbogas di Sorgenia e degli altri insediamenti inquinanti (inceneritore di Modugno)? In effetti ancora non si comprende!
 
Partendo dalle esternazioni dell’assessore Losappio che ha minacciato con veemenza commovente di rivolgersi in Procura…….(per fare cosa non è stato dallo stesso specificato) e considerando la concessione della VIA per l’inceneritore rilasciata proprio dalla Regione Puglia, analizziamo ciò che si dovrebbe fare ed in effetti ancora non viene messo in atto!!!!!
 
Va innanzi tutto premesso e chiarito che la centrale di Modugno è stata assoggettata all’iter accelerato, previsto dalla legge n. 55/2002, che ha istituito il procedimento unico di competenza del Ministero dello Sviluppo. La 55/2002, ha sospeso l’Allegato IV del dpcm 27/12/1988, che prescrive, specificamente per le centrali termoelettriche, l' inchiesta pubblica. L’autorizzazione unica deve avere il parere motivato del Comune, che lo esprime in sede di conferenza dei servizi decisoria di cui all’art.14 e ss della legge 241/1990. E’ doveroso ribadire che il Comune di Modugno ha espresso sempre parere negativo nei confronti della centrale.
 
Il ministero dell’ambiente ha sottoposto l’impianto a valutazione d’impatto ambientale. Il parere della commissione VIA, per la centrale di Modugno, è stato positivo con prescrizioni che riguardavano, tra l’altro, la caratterizzazione dei suoli e l’uso dell’acqua del depuratore di Bari Ovest , sia nella fase di cantiere sia in quella di esercizio.
La prima prescrizione, seppur giustamente contestata dal Comune di Modugno, parrebbe ormai essere stata assolta dal proponente.
La seconda (la violazione è sotto gli occhi di tutti: non c’è il collegamento con il depuratore Bari ovest) non è stata palesemente e sfacciatamente rispettata!
 
In ottemperanza all’art 4 del dpcm 377/1988, che attribuisce al Ministero dell’Ambiente il potere di vigilanza sulle prescrizioni contenute nella pronuncia di compatibilità ambientale, il Ministro dell’Ambiente ha incaricato il NOE della verifica suddetta e qualora il NOE consegnasse finalmente i risultati tanto  attesi confermando l’inadempienza alla prescrizione, il Ministro dell’Ambiente potrebbe avocare a sé il procedimento e quindi bloccare il cantiere.
 
Il procedimento unico attribuisce anche l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), di cui alla direttiva 96/61/CE. L’art 5 comma 11 del dlgs 59/2005 , che ha recepito la direttiva “IPPC”, statuisce il diritto del Sindaco “qualora lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica” di richiedere al Ministero dell’Ambiente , di riesaminare l’AIA , che, nel nostro caso, è stata rilasciata nell’ambito del procedimento unico e in assenza di recepimento della direttiva 61/1996/CE.
Va chiarito che è il Sindaco o il Ministro dell’Ambiente il soggetto competente a richiedere la verifica AIA e non l’Assessore Regionale all’Ambiente.
 
A questo punto, precisiamo che il Ministro Pecoraro Scanio in data 27/06/2007 inviava una missiva al Ministero delle Attività Produttive nella quale richiedeva la verifica AIA per una serie di insediamenti industriali, tra cui la centrale di Modugno.
Il Sindaco di Modugno, informato dai Verdi della facoltà in suo potere di richiedere la verifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, con nota del 15/11/2007 richiedeva l’applicazione dell’art. 5 comma 11 del Dlgs 59/2005, relativo al riesame AIA.
 
In data 30/01/2008, non avendo ottenuto risposte in merito alla richiesta AIA, i Verdi di Modugno sottoponevano all’attenzione del Sindaco di Modugno una nuova missiva  dettagliata e motivata,nella quale erano evidenziate tutte le criticità del territorio Modugnese. Nella stessa data questa nuova richiesta partiva a firma del Sindaco di Modugno.
 
Allo stato attuale, al contrario di quanto afferma Losappio, non risulta ancora accolta dal Ministero delle Attività Produttive la richiesta della sopracitata verifica AIA, ma purtroppo appare inequivocabilmente ed inspiegabilmente impantanata presso la Direzione Salvaguardia Ambientale,  che starebbe vagliando la competenza dell’organo preposto alla concessione del riesame. 
 
Il soggetto competente a concedere e riesaminare l’AIA è il Ministero dell’Ambiente , a seguito della istruttoria tecnica , esperita dalla Commissione IPPC, integrata dai rappresentanti tecnici, nominati dal Comune di Modugno , dalla Provincia di Bari e dalla Regione Puglia. A seguito di istruttoria tecnica, che evidenzia le criticità del processo produttivo e le sue ricadute sulle matrici ambientali (aria, acqua e suolo), e tenuto conto del contesto ambientale territoriale, viene rilasciata oppure non rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale, che sostituisce ogni altra autorizzazione.
 
Dal punto di vista degli strumenti di pianificazione, la Regione Puglia non possiede, e questo è  gravissimo, il Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria e il Piano delle Acque ( previsto dall’art 4 del decreto Presidente della Repubblica n 203/1988 , dalle norme di tutela dell’aria DLgs n 351 del 4 agosto 1999 e dal decreto legislativo 183 del 21 maggio 2004 ). L’ esistenza di tali Piani consentirebbero, coerentemente con le finalità della direttiva IPPC , di concedere l’AIA solo tenendo conto , oltre che delle MTD (migliori tecnologie disponibili), anche dei suddetti strumenti.Questi importantissimi Piani, in pratica “fotografano”, sotto l’aspetto ambientale , l’impatto complessivo esistente sull’ intera Regione Puglia.
   
Riguardo alla questione energetica pugliese, inoltre, è utile rilevare, che al 31 dicembre 2005 (fonte Terna ultimo dato disponibile) la produzione netta pugliese eccedeva del 61% il fabbisogno della Regione (30.533 miliardi di kwh di produzione netta e 18.893 miliardi di kwh di consumo della Puglia). Le energie pulite ammontano a un 2,6% della produzione. La Regione produce energia elettrica per una quota pari al 57%, utilizzando carbone, per il 16% prodotti petroliferi e per il 13% gas.Le emissioni di biossido di carbonio ammontano a circa 22 milioni di tonnellate.
In Puglia il settore industriale incide, in termini energetici, per il 49%, rispetto a una media italiana del 31%. Dal punto di vista energetico la regione è ampiamente autosufficiente e non avrebbe bisogno di altre centrali.
 
Riepilogando, la questione “centrale Turbogas di Modugno” va affrontata tenuto conto dei seguenti elementi:
 
1)      il procedimento di autorizzazione è iniziato ed è stato concluso con una legislazione (Governo Berlusconi - decreto sblocca centrali) che ha accelerato il processo autorizzatorio e non ha tenuto conto della partecipazione.
 
2)       la regione Puglia è ampiamente “esportatrice “ netta di energia.
 
3)      la situazione ambientale è molto critica , ma mancano i piani di risanamento e tutela dell’aria e dell’acqua che la Puglia avrebbe dovuto varare e rispettare e questo è un fatto gravissimo, caro Assessore Losappio! E’ indispensabile accelerare l’approvazione di questi strumenti che serviranno in fase di revisione AIA a tutela della salute dei cittadini. E’ questo che deve mettere in atto la Regione Puglia!  
 
4)       l’Autorizzazione Integrata Ambientale è lo strumento che consente di prevenire e di ridurre , in maniera integrata, le emissioni di inquinanti in aria, acqua e suolo. Tale strumento diventa particolarmente efficiente , in presenza dei piani di risanamento dell’aria e dell’acqua.
 
5)      il Sindaco ha un grande “potere” in Conferenza dei Servizi per la concessione dell’AIA. Tali poteri gli derivano dal T.U sulle leggi sanitarie, però è necessario che vengano varati i Piani di Risanamento dell'Aria e delle Acque concordati tra Comune, Provincia e Regione.
 
6)       la nomina degli esperti tecnici del Comune , della Provincia e della Regione nella conferenza con la  Commissione IPCC per la concessione di AIA è di importanza assoluta. E’ altresì fondamentale che i succitati periti designati come esperti tecnici della Regione Puglia non siano alla stregua dei vari “Dott. Limongelli”, figura ormai tristemente nota per aver concesso la determina relativa alla VIA dell’inceneritore di Modugno.
 
7)      La Regione Puglia, come del resto la Provincia, potrebbe affidare l’incarico di esperto tecnico per il procedimento AIA ai responsabili dell’ARPA Puglia, che da sempre hanno dimostrato di essere una garanzia per i cittadini, ma, agli effetti, invece, resterebbero fuori dall'eventuale procedimento di revisione autorizzatoria! 
  
Pertanto, alla luce di tutto quanto la Regione non mette in atto, appare davvero singolare che Losappio si dichiari contro l’insediamento della centrale! Al tempo stesso, diventa patetico il  disgustoso baratto che Vendola da tempo vorrebbe proporre al Governo: lo sconto sulla bolletta Enel in cambio dell’altissimo impatto di patologie tumorali dovute all’insediamento della Centrale e dell’inceneritore!!!
Ma davvero si può pensare che la gente possa vendersi la salute per far lucrare i vari Sorgenia, che, usufruendo dei finanziamenti pagati dai cittadini e ricavati dalle succitate bollette dell’energia elettrica, installano impianti altamente inquinanti?
 
Elena Priore - Responsabile Cittadina Verdi di Modugno
Tel. 333/5952410
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giovedì, 28 febbraio 2008 ¦ Permalink
categoria : corti

CAPOLAVORO!!!

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 REGIA:   
Ethan & Joel COEN 

PRODUZIONE:  U.S.A.   -   2007   -   Thriller

DURATA:  122'

INTERPRETI:
Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper, Barry Corbin, Stephen Root

SCENEGGIATURA:
Joel Coen - Ethan Coen
(dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy)

FOTOGRAFIA:
Roger Deakins

SCENOGRAFIA:
Jess Gonchor

MONTAGGIO:
Ethan Coen - Joel Coen

COSTUMI:
Mary Zophres

MUSICHE:
Carter Burwell
Texas, 1980: Llewlynn Moss è a caccia di antilopi quando si ritrova sul luogo di un regolamento di conti (senza superstiti) tra narcotrafficanti. Si impossessa di una valigetta contenente due milioni di dollari che segnerà l’inizio delle sue sventure…
Questo non è un inizio

Cinema glaciale, autoreferenziale, citazionista, che manipola il genere per metterne a nudo, e (quindi) volontariamente incepparne, i meccanismi di funzionamento. Ma non solo. Perché prepotente si insinua una filosofia del disincanto, un pessimismo co(s)mico, un’elegia delle tragedie e delle miserie umane alle quali, però, non si riesce mai a credere veramente: colpa di una ludica teoreticità di fondo così esibita, onnipresente e onnicomprensiva da interporre distanze siderali tra il contenuto e la forma, a tutto “vantaggio” di quest’ultima.
Questo non è l’inizio della recensione dell’ultimo film dei fratelli Coen, questo è un “inizio campione” riferibile (credo, temo, spero) a gran parte della filmografia dei fratelli Coen.

McCarthysmo

La (questa) recensione di Non è un paese per vecchi dovrebbe invece partire dal romanzo di McCarthy, il cui “trattamento” ci dice molte cose sui Coen, sul loro cinema e sul film, riportandoci infine al non-inizio. Intanto si tratta di un romanzo dai forti tratti coeniani, romanzo al quale i Coen, infatti, dimostrano una fedeltà di fondo pressoché assoluta.
Ci sono dati macroscopici: l’ambientazione, la variegata galleria di personaggi, la progressione drammatica spesso grottesca e “immotivata” (il vero innesco narrativo è l’assurda decisione di Moss di tornare nel deserto con la tanichetta d’acqua), sono tutti aspetti nei quali non è difficile riconoscere un idem sentire McCarthy-Coen(s) e in tal senso non stupisce l’aderenza, spesso letterale, del film al libro.
Così come molto dev’essere piaciuta ai fratelli la “reticenza ellittica” attraverso la quale McCarthy gioca con le aspettative del lettore, frustrandone le (legittime) attese attraverso la semplice negazione (nessuna resa dei conti), la svolta inopinata (la morte improvvisa di Moss) e soprattutto la scelta di far “precipitare” tali svolte come dati di fatto, relegate in ellissi e frettolosamente archiviate. (se possibile, i Coen accentuano tale tendenza: il dialogo che precede l’uccisione di Carla Jean da parte di Chigurh è riproposto letteralmente, passo per passo, ma la sequenza si chiude prima del “E le sparò” col quale McCarthy chiude, pur laconicamente, l’episodio).
Ora, il punto è che nel romanzo tali scelte anti-pathos-logiche si accompagnano a un decis(iv)o slittamento di significato… quello che era iniziato come un western-thriller crepuscolare non privo di azione, cioè, lascia progressivamente sempre più spazio alle riflessioni etico-morali di Bell, la cui frustrazione esistenziale riproduce e replica, traslata, quella del lettore [Bell “si arrende” perché si sente (è) ormai impotente e inutile in una terra che non fa più per lui, chi legge entra con lui in sintonia empatica (anche) perché il romanzo che ha tra le mani non è più quello che si aspettava di avere] e diventa, in ultima istanza, il senso ultimo dell’opera.

Tale slittamento, nel film rimane in potenza più che nei fatti e non risulta così evidente, così totalizzante (alcuni dei “tagli” più importanti riguardano proprio il personaggio di Bell); come se i Coen avessero voglia di sporcarsi (finalmente?) le mani con i sentimenti ma non ce la facessero a “lasciarsi andare” fino in fondo, completamente, troppo innamorati di una struttura narrativa così perfetta e diabolica per riuscire a utilizzarla come semplice “mezzo” con cui raggiungere un “fine”. (Altro indizio che depone a favore della consueta distanza dei Coen dalla materia trattata è l’emersione netta del tipico distacco ironico coeniano, apprezzabile anche in particolari non di poco conto, come la caratterizzazione di Chigurh in chiave schiettamente grottesca - freak).


Questo è un possibile finale

Dunque? Dunque, dopo due prove oggettivamente interlocutorie, abbiamo un altro film “pienamente” dei fratelli Coen, dalla prosa cinematografica inappuntabile, sempre più asciutta e sempre più restia a farsi sedurre dalle lusinghe del virtuosismo, tanto che si ricordano solo delle inquadrature “marcate” nei primi minuti di pellicola (la plongée a spirale sul primo piano di Chigurh che sta strangolando il poliziotto) e poco altro di evidente.
Ma si ricordano di più, e più volentieri, altri piccoli dettagli che fanno la differenza, momenti nei quali i Coen riescono a costruire tensione facendo percepire il respiro del tempo (il dettaglio sull’involucro della caramella che lentamente “riprende posizione”), tracciano enigmatici parallelismi tra inquadrature suggestive (la soggettiva “riflessa” e deformata di Chigurh/Bell), architettano sequenze di suspense impeccabili in montaggio alternato (il primo non-incontro tra Chigurh e Moss) e ne costruiscono altre altrettanto efficaci (l’incontro vero e proprio tra i due) col senno di poi significanti (di Chigurh si avvertono solo la presenza, l’ombra, gli spari e, per pochi secondi, un’immagine sfuocata; Chigurh “è un fantasma”, si dirà dopo).
E dunque, e infine, la illustrata, parziale trasgressione della fonte letteraria non va affatto letta come un motivo di “delusione”, e non solo perché (ovviamente) la fedeltà alla fonte non è certo un valore in sé, ma soprattutto perché, nel bene e nel male, questa trasgressione è solo una semplice conferma coeniana.

Gianluca Pelleschi - Spietati
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mercoledì, 27 febbraio 2008 ¦ Permalink
categoria : usa , veltroni, trash tv, obama

...weekend (cit. Totti).

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martedì, 26 febbraio 2008 ¦ Permalink
categoria : energia, napoli, bari, veronesi, partito democratico
Barbara Pollastrini sulla candidatura di Veronesi: «Sono contenta per l'ingresso di culture ed esperienze che ci aiutano a conoscere il mondo».
Poi qualcuno le spiegherà che l'eminente oncologo è portatore di un conflitto d'interesse devastante, che è in affari con i peggio palazzinari, che ha scritto la prefazione a un libricino della Santachè, che si è distinto come manager e affarista spregiudicato, colluso con personaggi inquietanti come Micheli, Ligresti, Gnutti..
 
Il fallimento della candidatura a sindaco di Milano evidentemente non è stato sufficiente a far comprendere ai vertici del Piddì, affamati di star mediatiche, quanto sia fuori luogo volerlo trasformare in pubblico rappresentante.
 
Umberto Veronesi rappresenta esclusivamente se stesso, i propri interessi scientifici, gli interessi economici di una lobby che di "democratico" non ha proprio nulla. Siamai che per il Piddì sono questi gli interessi che contano.
 

 

Dal sito Liberacittadinanza
 
IL CONFLITTO D'INTERESSI DEGLI AMICI DEGLI INCENERITORI: IL CASO VERONESI
di: Matteo Incerti - www.senzasoste.it
 
Fondazione Veronesi: grandi partners industriali

Grandi aziende nazionali e multinazionali impegnate nel settore petrolifero, nella costruzione di inceneritori, società di autostrade e di telefonia ed acque minerali sostengono con il loro aiuto l’opera di ricerca e divulgazione della Fondazione creata dal professor Umberto Veronesi.

La Fondazione Veronesi, fondata dal professor Umberto Veronesi, vive grazie al contributo di importantissime aziende sia nazionali che multinazionali impegnate nei più svariati settori. Dal petrolio, alla costruzione di inceneritori, alla distribuzione di acque minerali in bottiglia, alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia italiana.

Scorrendo tra i tantissimi ed importantissimi partners della Fondazione Veronesi troviamo acciaierie come Acciai Brianza, Co.met, compagnie telefoniche come Telecom e 3, colossi industriali dell'acqua minerale in bottiglia come Ferrarelle e San Pellegrino, l'Enel Spa che, oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile, sta investendo all'estero sull’energia nucleare.

Tra i partners che sostengono finanziariamente la Fondazione Veronesi anche Pirelli ed Eni, importanti nomi del settore petrolifero e Mondadori Spa. Poi anche la società Autostrada Ligure Toscana e VEOLIA Environnement, importantissima multinazionale francese che costruisce, tra l'altro, discariche ed inceneritori di rifiuti e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l'inceneritore di rifiuti di questa provincia ed il 60% della Energonut che gestisce l'inceneritore di Pozzilli (Isernia - Molise).

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Veronesi dichiara che "i moderni termovalorizzatori non inquinano". Benissimo, andiamo a vedere chi sono gli sponsor della sua fondazione: tra gli altri Veolia che costruisce inceneritori.

Clicca QUI per vedere gli sponsor della Fondazione Veronesi
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lunedì, 25 febbraio 2008 ¦ Permalink
categoria : rai , san toro, politikume vario

anche se la TV non hai.

Pino Scotto for president!

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Con lettere di sollecito dai toni quasi minatori la Rai ha aperto la caccia ai cittadini che non pagano il canone TV.

Non solo, da un po' di tempo, nelle informazioni inviate a casa del cittadino, la RAI ha fatto inserire una frase nella quale si precisa ..."che il canone andrebbe pagato anche per personal computer, decoder digitali e altri apparecchi multimediali...". Questo perché il decreto del 1938 che istituisce il canone (allora solo per la radio) stabiliva che la tassa andava pagata su ogni "apprecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni".

I consumatori e il mondo Internet si ribellano all'idea di questa tassa assurda. Il sito di
Repubblica ha aperto una raccolta di firme contro l'arroganza della Rai.
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