
Ecco qua il nuovo domatore*** del circo capitolino, uno che ha vinto sproloquiando di zingari, rumeni e drogati. Da qui di desume l'alta levatura del rivale e di tutta l'accozzaglia che lo ha sostenuto.
Avevi proprio ragione, Uolter! Se ppoò ffà!
*** Genero di Rauti, sodale di gran parte dell'armatismo nero di Roma della fine degli anni '70. Il suo segretario era Peppe Dimitri, il capo militare di terza posizione dell'Eur per dirne una, che a sua volta era genero di Giano Accame.
E questo solo per quanto riguarda la famiglia.
Si è fatto qualche mesetto di galera nel 1982, perché andò a tirare molotov contro l'ambasciata sovietica per protestare contro l'invasione dell'Afghanistan (strano che non lo abbia fatto contro l'ambasciata Usa nel 2001).
Prima ancora, fu arrestato nel novembre 1981 per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all'aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981). Scontò 8 mesi di carcere a Rebibbia.
Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d'America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. Gli saranno poi concessi gli arresti domiciliari (Ansa 29 e 30/05/1989)
Porta al collo una croce celtica e ha fatto benedire dal prete con l'acqua santa lo studio da ministro dell'ambiente al ministero di via 20 Settembre perché prima era occupato dal bisessuale Pecoraro Scanio.
Basta? No?
Ha fatto assumere vagonate di amici suoi nella guardia forestale, magari in attesa di riportarli a Monte Mario come fece Borghese e si è pappato un viaggetto da 30.000 euro con la Parmatour dopo aver dato il nulla osta per il famoso "latte fresco per 30 giorni" (una "sola"), anche se dopo ha pagato in fretta e furia la fattura (un proverbio di strada dice: "se devi rubà, ruba un miliardo no mille lire, chè in galera ci vai uguale").
In particolare, nel marzo del 2004 il nome di Alemanno compare nei verbali di Tanzi all'interno del caso Parmalat. Il ministro è in una situazione difficile, perché l'inventore di Parmalat mette in collegamento diretto i soldi dati con un favore preciso ottenuto dal gruppo di Collecchio: il via libera ministeriale al latte Frescoblù, il prodotto varato da Parmalat tra molte polemiche. "Su Alemanno", ha detto il 24 gennaio del 2004 il patron della Parmalat, "sono intervenuto anche personalmente e, inoltre, tramite Bernardoni ho erogato allo stesso delle somme di denaro. Ho anche attivato il ministro Enrico La Loggia perché intervenisse su Alemanno, altresì provvedendo a finanziare La Loggia attraverso una consulenza legale conferita dalla Parmalat". Alemanno tuttavia viene prosciolto dalle accuse nel gennaio del 2007
(ANSA 6/03/04, 11/01/07).