Alle soglie di una pausa sabbatica (domani sveglia all'alba), beccatevi questa overdose travaglina, girata integralmente a Modugno.
 
Un bacio a tutti e arrivederci a mercoledì!
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Marco Travaglio presenta a Modugno "Se conosci, le eviti". In questo primo stralcio, si parla di antipolitica e della figura di Romano Prodi. Notasi l'incipit del video, nel quale Travaglio si divincola a stento dall'incursione polipesca di una bionda signora assatanata che voleva sbaciuzzare il suo idolo, quasi schifato dal passionale malriuscito omaggio. E in effetti lui non ci sta! Per carità di patria, ho omesso di filmare alcune fanciulle carampane che, nell'attesa di farsi autografare il libro, urlacchiavano: "Madò, che bonoooo!!!".

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Presentabili (uno) ed impresentabili del governo Berluscao. Il business monnezza in Campania.

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Alitalia, PierOne e Malpensa.

 

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Ciarrapico, la competentissima Giovannona Melandri, la serena e pacata paccottiglia democratica, la porcata salva-rete4.

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Il pacchetto sicurezza Maroni, la pugnace opposizione del piddì, l'inesistente "reato di immigrazione clandestina".

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L'immigrazione clandestina e la disastrosa situazione della giustizia italiana.

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L'indulto e il "commissario dei rom" maroniano.

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Alemanno, la sua campagna elettorale, Rutelli.

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L'ennesima parafondellata partorita dalla politica italiana: "le scarcerazioni facili" (Travaglio narra un aneddoto "stranamente" simile a quanto è successo recentemente a Modugno, circa il ricorso respinto dal Tar contro l'inceneritore: secondo l'ultima versione ufficiale, il motivo della "mancata" notifica sta nel fatto che la parte controinteressata...era irreperibile! Let's laugh for not crying)

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Prendendo spunto dalla devastante situazione ambientale modugnese, Travaglio parla dell'informazione in Italia. Segue l'intervento di Pino Tedeschi, segretario cittadino dell'IDV, sul voto italiano.

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La differenza tra fascisti di ieri e forzaidioti di oggi; replica ad una proposta di Aldo Palmisano, componente del Meetup 2 di Grillo.

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La censura sull'informazione e la vergognosa cacciata di Enzo Biagi.

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Ritratto di  Pierluigi Celli, ex direttore generale della Rai. Le generazione future della politica italiana ((con racconto di un divertente aneddoto su un rampante discepolino di D'Alema)
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giovedì, 29 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : napoli, grillo, berluscacchiate, umilio fido, patani
Nell'orgia delle manganellate, della disperazione e della munnezza soverchiante, poteva mancare l'ennesima fregnaccia del nano? Guardate che figura barbina rimedia con una giornalista de "La Repubblica"...
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Dalla fine degli anni '90 18.000 tonnellate di rifiuti tossici partiti da Brescia sono stati smaltiti tra Napoli e Caserta, e un milione di tonnellate, in quattro anni, sono tutte finite a S. Maria Capua Vetere. Dal nord i rifiuti trattati negli impianti di Milano, Pavia e Pisa venivano spediti in Campania. La Procura di Napoli e quella di S. Maria Capua Vetere hanno scoperto, nel Gennaio 2003, grazie alle indagini coordinate delo publico ministero Donato Ceglie, che in quaranta giorni oltre 6.500 tonnellate di rifiuti dalla Lombardia sono giunte a Trentola Ducenta, vicino a Caserta. ...
 
Vicino a Villaricca i carabinieri individuarono un terreno dove erano state accumulate le carte utilizzate per la pulizia delle mammelle di vacche, provenienti da centinaia di allevamenti veneti, emiliani, lombardi....
 
Vicino a Grazzanise era stata accumulata tutta la terra di spazzamento della città di Milano. Per decenni tutta la spazzatura dei netturbini milanesi, quella scopata al mattino, era stata raccolta e spedita da queste parti ....
 
Tra Villa literno, Castelvolturno e San Tammaro i toner delle stampanti d'ufficio dela Toscana e della Lombardia venivano sversati di notte da camion che ufficialmente traspotavano " compost", un tipo di concime....
 
(...)

Da nord verso sud i clan riescono a drenare di tutto. Il vescovo di Nola definì il sud Italia la discarica abusiva dell’Italia ricca e industrializzata. Le scorie derivanti dalla metallurgia termica dell’alluminio, le pericolose polveri di abbattimento fumi, in particolare quelle prodotte dall’industria siderurgica, dalle centrali termoelettriche e dagli inceneritori. Le morchie di verniciatura, i liquidi reflui contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica che vanno a inquinare altri terreni non contaminati. E ancora rifiuti prodotti da società o impianti pericolosi di petrolchimici storici come quello dell’ex Enichem di Priolo, i fanghi conciari della zona di Santa Croce sull’Arno, i fanghi dei depuratori di Venezia e di Forlì di proprietà di società a prevalente capitale pubblico.

Il meccanismo dello smaltimento illecito parte da imprenditori di grosse aziende o anche da piccole imprese che vogliono smaltire a prezzi irrisori le loro scorie, il materiale di risulta da cui più nulla è possibile ricavare se non costi. Al secondo passaggio ci sono i titolari di centri di stoccaggio che attuano la tecnica del giro di bolla, raccolgono i rifiuti e in molti casi li miscelano con rifiuti ordinari, diluendo la concentrazione tossica e declassificando, rispetto al cer, il catalogo europeo dei rifiuti, la pericolosità dei rifiuti tossici.

I chimici sono fondamentali per ribattezzare un carico da rifiuti tossici in innocua immondizia. Molti forniscono un formulario di identificazione falso con codici di analisi menzognere.

Poi ci sono i trasportatori che percorrono il paese per raggiungere il sito prescelto per smaltire, e infine ci sono gli smaltitori. Questi possono essere gestori di discariche autorizzate o di un impianto di compostaggio dove i rifiuti vengono coltivati per farne concime, ma possono anche essere proprietari di cave dismesse o di terreni agricoli adibiti a discariche abusive. Laddove c’è uno spazio con un proprietario, lì può esserci uno smaltitore. 

Elementi necessari nel far funzionare l’intero meccanismo sono i funzionari e dipendenti pubblici che non controllano, né verificano le varie operazioni, o danno in gestione cave e discariche a persone chiaramente inserite nelle organizzazioni criminali. I clan non devono fare patti di sangue con i politici, né allearsi con interi partiti. Basta un funzionario, un tecnico, un dipendente, uno qualsiasi che vuole far lievitare il proprio stipendio e così, con estrema flessibilità e silenziosa discrezione, si riesce a ottenere che l’affare si svolga, con profitto per ogni parte coinvolta.

I veri artefici della mediazione però sono gli stakeholder. Sono loro i veri geni criminali dell’imprenditoria dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi. In questo territorio, tra Napoli, Salerno e Caserta si foggiano i migliori stakeholder d’Italia. Per stakeholder si intende – nel gergo aziendale – quelle figure d’impresa che sono coinvolte nel progetto economico e che con la loro attività sono direttamente, o indirettamente, in grado di influenzarne gli esiti.

Gli stakeholder dei rifiuti tossici erano ormai divenuti un vero e proprio ceto dirigente. E non era raro sentirmi dire nei periodi di marcescente disoccupazione della mia vita: «Sei laureato, le competenze ce le hai, perché non ti metti a fare lo stake?».
[...]

(Roberto Saviano - Gomorra)

 

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mercoledì, 28 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : censura, rai , travaglio, fabio fazio
Stuoino Fazio non si smentisce mai: in occasione dell'ultima puntata del suo sciò, ha mandato in onda un tributo slinguazzante al parterre di ospiti illustri che si sono avvicendati durante la stagione.
Di Travaglio nessuna traccia.
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Un incubo: puoi scegliere tra Fede e Fazio, ma uno dei due te lo tieni. La realtà: non puoi scegliere, te li tieni tutti e due. La consolazione: Fede ti fucila ogni giorno senza benda, ti senti un po' eroe.

Fabio Fazio invece ti fucila con la benda. Una benda che sa di caramelline all'anice. Stantie. Ti senti avviluppato da odori raffinatamente gozzaniani: rassicurante piscio di gatto antico sulle felci del salotto, centrini ingialliti, vecchi savoiardi in disfacimento, colonia di una volta.
Ma, se annusi bene, capisci che c'è sopra uno spizzico di rucola. Inconfondibilmente trendy.

(...)

Si dovrebbe fare un elenco dei personaggi lanciati o rilanciati da Fazio e da Costanzo. Si annullano algebricamente i coincidenti, e poi si giudica.
Dobbiamo più infelicità a Fazio o a Costanzo?
La differenza è che Fazio è figliale, nipotale, ed è sempre come se ti presentasse un suo vecchio nonno rincoglionito, per prenderlo tutti per il culo con tanto affetto. Un giorno ci sarà una trasmissione così. Fazio e Costanzo che giocano a nonno e nipote.

FF è riapparso. Per qualche mese veniva fuori a dire che avrebbe fatto una trasmissione intitolata CHE TEMPO CHE FA. Diceva anche che un altro titolo era stato scartato in quanto pericoloso per il potere. Pazienza.
Ci hanno abituato a sorridere di cose di questo genere, lo facciamo per impegno civile ma lo facciamo. Non era quello il problema. E' che FF sembra tanto carino e disponibile, ma ci ha il veleno nascosto.

Infatti quelle uscite sembravano uno spot, e invece il vero scopo era provocare il suicidio del probo e brillante professore che un giorno gli diede una laurea in lettere moderne. Per mesi, il laureato ha ripetuto che CHE TEMPO CHE FA è un classico RIMBROTTO. A chi, questo rimbrotto, se non a chi ha creduto nel giovane (già allora pare che fosse giovane, anche se è andato poi molto in avanti sulla strada dell'eterna adolescenza), a chi se non al professore che non gli aveva spiegato che RIMBROTTO non vuole affatto dire MUGUGNO?

Insomma, è tornato.
Dieci minuti circa. Sottratti a Blob, e già questo è un bell'esempio di impegno civile. In più, FF ha perfezionato la sua tecnica: fare le stesse cose che i democratici rimproverano al resto della televisione-spazzatura, ma con l'aria di chi le fa a un grado superiore.
Ironia, parodia. Per piccina che tu sia, cara velina, FF ti fa dire "vi presento il prof. X", e poi ti dice ma che brava ma che brava. Lo fa, ma mica come gli altri.
Un po' come le veline di Ricci che non sono mica quelle delle altre trasmissioni: sventolano le tette in un tripudio di femminismo autoironico e parodistico: ti svelano i meccanismi.

Insomma come fate a non capirlo: c'è padrone e padrone. C'è il padrone semplice, quello che ti sfrutta per arricchire, e quello doppio, quello rivoluzionario, che ti sfrutta per svelare il meccanismo dello sfruttamento, per fare avanzare la coscienza di classe.

Con gli scienziati che invita, è la stessa cosa. Non è che FF li interrompa appena i loro discorsi tendono a raggiungere un qualsiasi significato perché a lui non gliene frega niente. No, lui è sinceramente convinto che, in un paese in cui dopo quattro mesi di siccità la tv ti dice CHE FIGATA ANCHE DOMANI BEL TEMPO, qualche discorso un po' serio sul meteo sarebbe davvero utile. Ne è convinto.

Mi direte, ma allora perché mai non li lascia parlare: per guadagnare tempo?
Per poi passarlo ad accarezzare veline brava brava, dichiarandole anche "troppo giovani", per cosa, Fazio, per cosa? Cosa faresti con loro davanti alle telecamere se non fossero troppo giovani?

Tornando al "mi direte", rispondo: perché c'è una battaglia civile più urgente e perigliosa da combattere: svelare il meccanismo con cui tutti fingono di arricchire scientificamente i loro programmi con la presenza fisica continuamente ammutolita degli scienziati.

Se non cogliete queste differenze, poi non venite a lamentarvi che non si vede più la differenza tra destra e sinistra. Buona rivoluzione, FF.

Flavio Baroncelli
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venerdì, 23 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : travaglio, berluscacchiate
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venerdì, 23 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : gabriela
http://img53.imageshack.us/img53/8849/gabrielakl0.jpg

Gabriela è una bellissima bimba di 1 anno (è nata a Lecce il 12 Aprile 2007 da Marinella e Gabriele). Durante il parto, l’assenza momentanea di ossigeno al cervello ha provocato dei danni cerebrali che, all’età di poco più di un anno, non le consentono di essere come gli altri bambini della sua età.
 
Ad oggi Gabriela è stata inquadrata come una bambina con problematiche motorie rilevanti aggravate probabilmente da un difetto di vista, il cui esito dipende dalla potenzialità della bambina di rispondere agli stimoli cui è sottoposta, e quindi al tempo, che sarà, a detta dei medici, elemento unico a definire la diagnosi finale.
 
In Italia nessuno può aiutarla, il sistema sanitario nazionale non riconosce cure utili alla soluzione del problema di Gabriela. I suoi genitori non si sono arresi alle parole vaghe dei medici che vorrebbero lasciare Gabriela al suo incerto destino. Tramite internet e la testimonianza di genitori di bambini nelle stesse condizioni di Gabriela, si è avuta conoscenza di un Centro riabilitativo (Therapies 4 kids) che potrebbe attenuare o addirittura risolvere i problemi della piccola, come è avvenuto per altri bambini.
 
In definitiva, l'unica speranza per la piccola Gabriela è tale struttura.
Il centro di elezione per l’ossigeno-terapia è l’ Ocean Hyperbaric Neurologic Center che si trova negli Stati Uniti, in Florida e precisamente a Fort-Lauderdale,  dove i bambini con danni cerebrali vengono trattati con l’ossigenoterapia in camera iperbarica, associata alla fisioterapia con una tecnica sconosciuta in Italia o che ancora nessuno tratta. Diversi bambini, grazie a questa terapia sono riusciti a parlare, a camminare, a migliorare la loro qualità di vita.
 
Purtroppo i costi per questo tipo di terapia sono notevoli e, come già accennato, lo Stato italiano purtroppo non sovvenziona questo tipo di terapia, nè i genitori di Gabriela hanno risorse economiche tali da affrontare tali spese astronomiche.
 
Solo con il nostro aiuto e un piccolo gesto di solidarietà Gabriela potrebbe condurre una vita normale, comunicare con le parole, camminare, ma soprattutto giocare come tutti i bambini.
 
L'unica speranza che ha Gabriela per poter continuare a vivere siamo tutti noi.
 
Questo è il sito di Gabriela:
http://www.aiutiamogabriela.it/
 
Purtroppo Gabriela ha poco tempo e il denaro da raccogliere è ancora molto...
 
 
Adottiamo simbolicamente la piccola Gabriela, immaginiamo che sia nostra figlia o la nostra sorellina e facciamo una gara di solidarietà in suo sostegno!
 

Donazioni con bonifico bancario:
c/c Intestato a Gabriele Boccuzzi “Aiutiamo Gabriela”
BCC Terra d’Otranto
ABI 08445
CAB 16000
N° conto 000000222222

International bank donation, IBAN:
IT35Y0844516000000000222222
SWIFT: ICRA ITRR CD0

Ricarica con prepagata Postepay:
Carta n° 4023 6004 6315 0724
Intestata a Gabriele Boccuzzi

Donazioni con carte di credito:

http://snipurl.com/2a67x
  

Basta poco, che ce vò?

Diffondete questo appello, è davvero di vitale importanza!

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