giovedì, 16 ottobre 2008 ¦ Permalink
categoria : energia, berluscacchiate
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...questa bella faccetta rosea, pappa e ciccia con la virago degli inceneritori aka Marciagagliarda, ha tutte le intenzioni di far fallire l'accordo sul taglio alle emissioni inquinanti. 

Strano dettaglio: in questa scelta il nano è sodale con la Polonia e a un gruppuscolo di staterelli-canaglia ex sovietici. Rigurgiti comunistoidi mai confessati o tributo d'amore bruciacuore reso per par condicio a Vladimiro, dopo il commovente amplesso pubblico con Georggge?

Inutile l'invito a firmare la petizione promossa da Greenpeace. Tutto il resto è solo fuffa schifosa e marcia. Ma che ve lo dico a fà.

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Clima, l'Europa vuole andare avanti
ma Roma e Varsavia minacciano veto

Sarkozy: "Inaccettabile". Bruxelles: accordo entro dicembre su CO2 e rinnovabili
Il premier italiano: "C'è la crisi finanziaria, non è il momento di fare i don Quichotte"


Manifestazione ambientalista a Varsavia
BRUXELLES - Si annuncia un braccio di ferro sulle politiche europee a contrasto dei cambiamenti climatici. Da un lato Italia e Polonia, che minacciano il veto pur di fermare i tagli alle emissioni di anidride carbonica e l'incremento di efficienza energetica ed energia rinnovabile. Dall'altro il Consiglio europeo, che malgrado la crisi finanziaria, ribadisce invece la volonta di confermare tutti gli obiettivi della direttiva 20-20-20, raggiungendo un accordo definitivo entro dicembre. Per il presidente Sarkozy "è inaccettabile" rivedere gli obiettivi fissati dalla Ue contro il cambiamento climatico e "va trovata una soluzione prima di gennaio". Il presidente del Consiglio italiano, ha rilevato Sarkozy "ha portato motivazioni pertinenti" e "ha ragione a porre il problema". "Ma credo che abbiamo una responsabilità storica - ha continuato - che non si può rinviare a domani". Sarà trovato, è convinto il presidente francese, "un accordo giusto".

Una spaccatura, all'indomani del successo di unità e azione corale mostrato sulla crisi finanziaria, che ricorda la spaccatura che dilaniò l'Europa ai tempi della seconda guerra in Iraq.

Teatro dello scontro è la riunione dei capi di stato e di governo dei 27 in corso a Bruxelles. A poche ore dall'inizio dei lavori, il Consiglio europeo ha diffuso una nota nella quale "conferma la propria determinazione a mantenere gli impegni ambiziosi che ha preso in materia di politica del clima ed energetica. In questo contesto riafferma l'obiettivo di arrivare in dicembre, in stretta associazione con il Parlamento europeo, ad un accordo sulle quattro proposte legislative della Commissione".

"Queste proposte - prosegue il testo - formano un insieme coerente, il cui equilibrio e i parametri fondamentali devono essere preservati, pur portando soluzioni appropriate alle poste in gioco della sua attuazione per tutti i settori dell'economia europea, e per tutti gli stati membri, vegliando a un rapporto costo-efficacia soddisfacente".

La lotta ai cambiamenti climatici, secondo l'Unione Europa non può insomma essere messa a repentaglio dalla crisi finanziaria e deve rimanere una priorità. Una determinazione contro la quale Roma e Varsavia (ma sono sulla stessa linea anche un gruppetto di paesi dell'ex blocco comunista) hanno minacciato di utilizzare l'arma del veto, lamentando i presunti contraccolpi che avrebbe per l'economia il perseguimento in questa fase congiunturale dell'agenda fissata con la direttiva 20-20-20.

Sul pacchetto clima, ha affermato Berlusconi, "gli impegni che l'Unione Europea si era data sotto presidenza tedesca oggi si confrontano con una crisi nella quale siamo. Non crediamo che questo sia il momento per andare avanti da soli e fare i don Quichotte". Per il presidente del Consiglio è necessario rinviare il pacchetto clima anche perché "i maggiori produttori di C02 che sono Stati Uniti e Cina sono assolutamente negativi sul fatto di aderire alla nostra azione". In realtà, tanto Obama quanto McCain, pur senza sbilanciarsi nettamente su un'adesione al Protocollo di Kyoto, si sono entrambi espressi a favore dell'introduzione di limiti alle emissioni di gas serra, mentre Pechino non è contraria in linea di principio ma chiede di ottenere aiuti attraverso il trasferimento di tecnologie verdi e pretende che
l'Occidente si a coerente nel dare il buon esempio.

Berlusconi ha attaccato in particolare lo scambio di quote di emissioni di CO2 previsto dal pacchetto europeo. "E' una cosa veramente ridicola che credo veramente si debba cambiare", ha osservato aggiungendo che questa misura scatenerebbe "un nuovo tipo di mercato finanziario su titoli derivati che sarebbero tossici come i sub-prime".

Il provvedimento 20-20-20, nella sua definizione originale, obbliga l'insieme dell'Unione a raggiungere entro il 2020 un taglio delle emissioni di CO2 del 20%, ad incrementare efficienza energetica ed energia prodotta da fonti rinnovabili di un altro 20% e ad aumentare al 10% la quota di biocarburante utilizzata per l'autotrasporto.

La posizione di Berlusconi ha scatenato i duri commenti delle associazioni ambientaliste. "L'Italia è rimasta isolata e la tesi della priorità della crisi economica rispetto agli impegni da adottare per il pacchetto clima è stata rigettata dalla maggioranza dei Paesi europei", denuncia Legambiente. "Il veto annunciato da Berlusconi rimane l'ultimo atto disperato di un paese sconfitto in una assurda battaglia di retroguardia".

(15 ottobre 2008)
 
KataWebNews
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«Ho annunciato che io arriverò ad interporre anche il diritto di veto». Silvio Berlusconi, uscendo dal Consiglio dell’Unione Europea in cui si è discusso il pacchetto su clima ed energia, torna a farsi riconoscere. Le intenzioni del governo in materia, d’altronde, erano già chiare da giorni. L’Italia, ad accettare le norme restrittive sulle emissioni inquinanti, non ci sta. Soprattutto perché la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia da tempo va dicendo che con quelle norme «si uccide l'industria europea. E quella italiana prima delle altre».

Berlusconi si è fatto carico del monito e a Bruxelles mercoledì ha ribadito che «le nostre imprese non sono assolutamente in grado ad addossarsi costi come quelli pensati l'anno scorso», facendo leva anche sul dissenso in comune con Francia, Germania e Polonia. Già nelle settimane passate il ministro degli Esteri Frattini aveva chiesto all’Europa «flessibilità» sull’applicazione delle norme contro i cambiamenti climatici, ma al vertice di mercoledì, il presidente della Commissione Ue Barroso aveva sbarrato la porta a qualsiasi tipo di eccezione. L’Italia, così è scritto nel pacchetto Ue, deve portare entro il 2020 al 17 per cento la quota di energie rinnovabili, attualmente al 5,2 per cento, e deve ridurre del 13 per cento le emissioni nei settori del manifatturiero, trasporti e edilizia. Senza troppe storie. Barroso ha spiegato anche di «comprendere perfettamente» che alcuni governi siano diventati più «cauti e difensivi» rispetto alle direttive del pacchetto, sotto la pressione dei settori economici che, a causa della crisi odierna, temono i costi da sopportare per la riduzione delle emissioni di gas serra. Ma ha aggiunto che «salvare il pianeta non è un optional, un digestivo che si può anche decidere di non prendere a fine pasto».

Mentre il governo italiano indugia, è partita la battaglia delle associazioni ambientaliste. Greenpeace ha lanciato una
petizione contro il governo Berlusconi che «sta sabotando apertamente il negoziato sul clima». E provocatoriamente l’associazione dice che «se questa deve essere la funzione del ministero dell'Ambiente, tanto vale chiuderlo, visto che l'impegno ambientale del ministro non è migliore di quello di Confindustria». La ministra Prestigiacomo si è già risentita. E ha fatto sapere, tramite il su portavoce, che la proposta di Greenpeace è tipica di chi «considera inconcepibile una cultura diversa da quella di nicchia, autoreferenziale che ha portato alla scomparsa elettorale dei Verdi e alla identificazione delle politiche ambientali come politiche del veto senza se e senza ma»
 
Unita.it
videocacchiata di Avalongisa ¦ commenti (4)
Commenti
#1   16 Ottobre 2008 - 11:55
 
SuperGisa,
comincio ad avere il sospetto che lei ce l'abbia con Berlusconi.

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#2   16 Ottobre 2008 - 14:53
 
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#3   16 Ottobre 2008 - 15:36
 
Ciao!
Sono capitato per caso sul tuo blog... molto ricco, complimenti...
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Fosco Del Nero
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#4   16 Ottobre 2008 - 19:40
 
@ Torque: I soliti sospetti - The revenge. ;-) E' legittimo almeno? :-D

@ C6: un grazie illimitato, sono molto lusingata. Davvero. :-)

@ Fosco: Scambio accordato!!! Many many thanks!
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